5 cose che devi sapere prima di partire per l'India

Viaggio in India da 11 anni.

Ci ho vissuto, ho studiato in due delle sue università maggiori, ho scritto un'intera tesi sul suo turismo, porto qui in viaggio decine di donne ogni anno e, fondamentalmente, ogni volta che mi ritrovo su aereo per Delhi, so di non essere ancora pronta.

La verità è che per l'India non si è mai pronti.

Non si è pronti al caos, alla sua snervante burocrazia, all’infinito sporco, alle malattie, ai suoi 1.7 miliardi di abitanti, agli incessanti rumori. Soprattutto non si è pronti ad accettare che l'India è un enorme specchio e che, tutto quello che vedi, esiste davvero non solo fuori ma, in primis, dentro te.

Riceviamo ogni giorno messaggi di donne che ci scrivono dall'india, spesso partite da sole, raramente compagnia, alla scoperta di quel paese spinta dalla speranza che possa cambiarle. Ci scrivono per cercare spiegazioni perché sono arrabbiate, stanche, disilluse.

Tutto quello che si aspettavano non c'è e il viaggio è stato difficile ancor prima di partire. Il punto è che non esiste un vaccino all’indianità ma sì, ci sono delle cose che dovete sapere prima di partire e che magari, invece, state dando per scontato.


1. Visto

Al visto indiano va prestata particolare attenzione.
I titolari di passaporto italiano non possono beneficiare del visto all'arrivo (visa on arrival) ma è necessario munirsi di visto prima della partenza.
Parlando di visto turistico, ne esistono ora di due tipi:

  • visto online per soggiorni di durata inferiore ai 2 mesi e ingresso doppio, con tempi di elaborazione di 3, 4 giorni lavorativi;

  • visto turistico regolare della durata di 6 mesi con ingresso multipli, con tempi di elaborazione che possono variare tra i 10 e i 25 giorni lavorativi.

Trovate tutte le differenze ben spiegate sul sito del consolato indiano di Milano qui: https://www.indianvisamilan.com/visti-per-lindia.html

Attenzione: le ultime disposizioni 2018 richiedono anche il deposito dei dati biometrici per l'ottenimento del visto presso i consolati indiani con sede a Milano o Roma


2.Vaccinazioni

Attualmente non è fatto obbligo ai turisti italiani di vaccinazioni per l'ingresso in India a meno che si sia stati di recente in Africa, America Latina, Papuasia e Nuova Guinea, zone per il quale è richiesta prova della vaccinazione contro la febbre gialla.

Argomento ostico e strettamente personale, lasciamo a ogni viaggiatrice la scelta di partire e viaggiare a seconda della propria percezione di sicurezza ma ci sentiamo in dovere di consigliarvi almeno le protezioni di base, ovvero il richiamo antitetanico (scade ogni 10 anni), l'epatite A e B e il vaccino per il tifo. Vi ricordiamo che, nonostante le condizioni igieniche-sanitarie indiane stiano lentamente migliorando, l’India è comunque da considerarsi un paese a rischio infettivo

Vi segnaliamo inoltre che, nel periodo dei monsoni che va generalmente da giugno a ottobre (ma variano da zona a zona), il proliferare di zanzare aumenta di molto il rischio di contrarre malaria e dengue.

Sul sito della Farnesina (http://www.viaggiaresicuri.it/paesi/dettaglio/india.html?no_cache=1) potete trovare sempre informazioni aggiornate:
Reperite le informazioni necessarie con almeno 3 mesi di anticipo sulla data del vostro viaggio presso l'ambulatorio del viaggiatore internazionale della vostra città.


3. Spiritualità

Molte di noi partono con la convinzione di trovare spiritualità in ogni angolo indiano ma il punto è che noi occidentali abbiamo idealizzato, mistificato e modellato l'India sulla base di quella che noi reputiamo essere spiritualità.
Ci aspettiamo incensi al sandalo sempre accesi, baba vestiti di bianco che fanno yoga o sadhu sulle rive del Gange che elargiscono discorsi esistenziali, pooja e Meditazione in templi immersi nella natura.

Ed è per questo che, una volte atterrate nella frenesia e nel delirio di Delhi, nel traffico umano di Varansi o finite alla mercé di agguerriti commercianti rajasthani, arrabbiate e inviperite decretiamo che “mai più in India”, il subcontinente ci ha deluse.

E' davvero così?

L'india non si rivela sempre, lo fa solo per attimi e solo per chi sa cogliere cos'è la sua spiritualità.
Nel suo modo di vivere la morte, nella condivisione tra poveri che vivono per strada, nei sorrisi dei bambini degli slum, nell'accoglienza di un gurudwara Sikh.

Gli indiani sono ritualistici, fanno offerte alle divinità perché le temono, vedono gli occidentali che riempiono le scuole di yoga come pazzi integralisti e sanno che di baba ne rimangono ben pochi.
Chi ha ragione?


4.Nord e Sud: differenze abissali

Per noi italiani non è un concetto così estraneo in realtà.
Tiriamo una riga generica: da Mumabi in su e da Mumabi in giù.
Se il sud del paese va a un ritmo più rilassato, con una natura tropicale, sorrisi sinceri e una miglior predisposizione all'accoglienza, il nord è caratterizzato da un traffico impossibile, un inquinamento imperante e un business mindset.

Forse generalizziamo un po' ma il contrasto tra le due anime indiane è forte e spesso scioccante; per questo, come primo viaggio in India (specialmente se in solitaria), noi consigliamo l'approccio con il Sud.

5. In India tutto quello che non esiste c'è e quello che esiste potrebbe non esserci.

Questa frase ricordatela bene.

Hai presente quel bellissimo hotel che hai prenotato su quel sito eccezionale? Preparati, potrebbe non esistere.
Se arrivi alla stazione di old Delhi cercando la biglietteria e ti dicono che è bruciata? Non mollare, è solo dietro l'angolo.
India, un paese di contrasti e di fregature in ogni dove.
Ti diamo un consiglio: non ti arrabbiare. Se pensi che urlare e sbattere i pugni possa aiutarti, ti sbagli di grosso. Sorridi, sii determinata e risoluta ma gentile.
Cercare di importi con arroganza non ti porterà a nulla, se non a trovarti più sola di quello che potresti.


Bisogna capirla l'India per viverla appieno.
Ti destruttura e, se deve farlo, non aspettarti che sia leggera.
L’India ha il suo modo di mostrarsi come la Benedizione che è; quale sia, dipende da quando sei pronta a lasciarti vincere.